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Come distinguere l’oro dall’ottone per evitare le truffe

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A causa del loro colore giallo brillante spesso si tende a confondere l’oro con l’ottone. Per chi ha poca esperienza in questo ambito, infatti, è comunissimo confondere l’uno con l’altro. Molti esperti in materia, invece, sono soliti spacciare l’ottone per puro oro giallo.

Come può fare quindi un occhio poco pratico a scovare gli imbroglioni e ad evitare le truffe? Testare le proprietà chimiche e fisiche dei metalli è senz’altro un ottimo metodo in grado di scoprire la reale natura dell’oggetto al quale siamo interessati.

Proprietà fisiche

Le proprietà fisiche da esaminare riguardano principalmente il colore. Per quanto quest’ultimo sia simile sia nell’oro che nell’ottone, bisogna sempre ricordare che il primo dei due presenta una tonalitàpiù gialla e brillante. Anche il miglior tipo di ottone non potrà mai riportare la stessa brillantezza: conserverà sempre un aspetto più sbiadito e meno vivace rispetto all’oro puro. Ma anche questo rimedio non sempre può rivelarsi affidabile: quando l’oro è mescolato ad altri metalli perde l’originaria luminosità, facendo sembrare l’oro meno luminoso.

La prova del nove si può quindi controllare attraverso l’utilizzo di una calamita. L’oro, a differenza dell’ottone non è magnetico.

Identificazione dei metalli

Nel caso in cui non ci si dovesse fidare solamente della prova della calamita, si potrà verificare se si tratti di oro o ottone grazie al controllo dell’identificazionedei metalli.

L’oro è sempre certificato attraverso la sua caratura, che altro non è che l’unità di misura utilizzata per contrassegnarne la purezza. Maggiore sarà la percentuale dell’oro rispetto agli altri metalli, più alto sarà il numero dei carati. Se per considerare un qualsiasi oggetto d’oro puro sono necessari 24 carati, bisogna tenere presente che l’ottone non è mai marchiato con i carati. Spesso individuare il numero dei carati all’interno di un oggetto d’oro è molto difficile: solitamente questo numero è presente sul fondo del gioiello. Anche l’ottone, solitamente, può presentare un suo codice identificativo, che consiste in un codice o una sigla.

Testare le Proprietà Chimiche

Un altro fattore in grado di stabilire se si tratti di un oggetto o di un altro è la presenza di eventuali segni di ossidazione. Qualora sul proprio prezioso dovesse esserci anche un principio di ossidazione, bisognerà rassegnarsi all’idea che si tratti di ottone. Questa reazione si evidenzia attraverso la comparsa di una patina scura sul metallo. Naturalmente, la non ossidazione non implica necessariamente che si tratti di oro.

Questo controllo è idoneo solamente qualora la patina scura dovesse presentarsi. Una verifica assolutamente attendibile consiste nel far cadere una goccia di acido sull’oggetto di dubbia provenienza. Qualora il metallo dovesse alterarsi nel punto in cui è stata applicata la sostanza, allora vorrà dire che si tratta di ottone.


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